Marmellata e confettura: ecco le differenze

Marmellata, confettura

Nell’immaginario collettivo sono considerati sinonimi. In realtà, confettura e marmellata sono due prodotti distinti, che vantano delle caratteristiche ben precise.

Lo ha sancito, nel 1979, la comunità europea che, in virtù della direttiva 79/1963 recepita nel 1982 dall’Italia, ha stabilito le rispettive peculiarità.

In tal senso, possiamo definire marmellata un prodotto, con percentuale di frutta almeno pari al 20%, costituito anche da zucchero e agrumi (polpa, purea, succo, estratti acquosi o scorza di arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto, pompelmo).

Come sempre suggeriamo nel nostro blog, oltre che su Artimondo Magazine, per acquistare un prodotto di qualità è opportuno rivolgersi a un artigiano. La marmellata, in questo caso, può contenere fino a quasi il 50% di frutta, oltre che un quantitativo di zucchero pari a 40 grammi ogni 100 grammi di prodotto.

La confettura, dal canto suo, contiene zucchero e polpa di frutta: in generale, la percentuale non può essere inferiore al 35%. In alcuni casi, raggiunge addirittura il 45%. Stiamo parlando, ancora una volta, di prodotti artigianali ottenuti con un processo di concentrazione della frutta in assenza d’aria: costituiti solo da frutta e fruttosio, essi escludono pectina, saccarosio e conservanti per una confettura ricca di vitamine, sali minerali e fibre.

Accertata la qualità, confetture e marmellate possono, dunque, essere gustate i tanti modi. Sono un ingrediente versatile ideale per condire crepes e dolci, basti pensare alle crostate. Sono, inoltre, ideali a colazione, sul pane o sulle fette biscottate, per iniziare al meglio la giornata.

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