Ecco perché diffidare delle “birre crafty”

Birra artigianale

C’è un fenomeno che si sta sempre più consolidando: la diffusione nel mercato delle cosiddette birre crafty.

Si tratta di “pinte” realizzate da grandi realtà industriali che provano a “scimmiottare” le caratteristiche degli omologhi prodotti artigianali.

Colossi del comparto che, grazie alla promozione di campagne capillari di comunicazione e di marketing, tentano di ottenere il gradimento di un sempre più vasto pubblico vantando alcune peculiarità proprie delle birre di qualità.

Ritengo che l’unica arma a disposizione dei piccoli produttori resti il confronto – spiega Davide Zingarelli, titolare del birrificio Soralamà -. All’assaggio è chiara la differenza tra una birra crafty e una artigianale.

Eppure molte aziende del settore continuano ad esaltare questa nuova (presunta) vocazione all’artigianalità.

Si tratta di un universo del tutto alieno dal nostro. La comunicazione di questi marchi si limita a un messaggio scandito sull’etichetta. La nostra birra, al contrario, mira alla sostanza. È il risultato di un lavoro costante di ricerca e di sperimentazione di nuovi luppoli.

Perché le birre crafty sono così popolari?

Faccio un esempio: negli Stati Uniti le birre artigianali hanno raggiunto il 10% del mercato interno ma i consumatori che riescono a distinguere una birra artigianale da una versione industriale costituiscono ancora una minoranza. Le birre crafty, dunque, dispongono ancora di un significativo spazio nel mercato.

Ma com’è fatta una birra artigianale?

Per comprenderne le caratteristiche, ci siamo rivolti a Matteo Zamorani Alzetta, autore del libro “Il racconto della Birra” (Vallardi).

Un artigiano del comparto non si avvale di cereali non maltati ed economici come il riso e il mais, che l’industria utilizza per ridurre i costi. Un altro fattore decisivo per una buon prodotto è, senza dubbio, il luppolo. Mentre i birrifici industriali usano l’estratto isomerico di luppolo, i birrifici artigianali usano lo strobilo, cioè l’infruttescenza del luppolo così com’è, facendo riferimento a diverse varietà che giungono spesso da numerose parti del mondo. Molte delle birre più interessanti sono prodotte con una miscela di tre o quattro luppoli.

Insomma per un buona pinta sotto l’ombrellone, è proprio il caso di acquistare un’autentica birra artigianale.

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