Il liquore del momento: il melogranello

melogranello

Fino a qualche anno fa, sugli scaffali delle distillerie, non ce n’era traccia. Oggi, invece, spopola sul web e non solo. Stiamo parlando del melogranello, un liquore innovativo e dalla storia singolare, che ha letteralmente conquistato, in poco tempo, gli appassionati delle nuove drink experience.

Tutto nasce una sera, a Natale, quando Flavio Pezzoli, dirigente informatico, propone ai suoi ospiti un liquore al melograno, ottenuto da una pianta collocata sul terrazzo della sua abitazione, a Milano.

Il passaparola scatenato dagli amici, come riporta un articolo pubblicato da Artimondo Magazine, ha ben presto effetti sorprendenti: la novità, infatti, si diffonde oltre la stretta cerchia di parenti e di conoscenti. In poco tempo, dalle 50 bottiglie iniziali, giungono a Pezzoli numerose richieste, sollecitando il neo produttore a rivolgersi a una distilleria professionale.

È così che prende il via la produzione artigianale di melogranello, una ricetta fatta con ingredienti naturali, senza coloranti e conservanti. Un liquore di colore rosso vivo, con una gradazione che si avvicina ai 28 gradi.

Ideale per concludere i pasti, il melogranello va servito freddo per esaltarne le proprietà organolettiche. Si tratta di una “ricetta” versatile: può essere utilizzato insieme con la birra, per impreziosire le macedonie, i gelati, i cocktail o le tartarre di manzo, per rendere speciali i sorbetti e le coppe di gelato.

L’apprezzamento della gente ha reso celebre, nel giro di qualche anno, questo nuovo prodotto. Il melogranello, del resto, ha ricevuto i premi GourmArte “Esploratore del Gusto” e “L’Italia che comunica per la prima volta” assegnato da UNICOM (Unione Nazionale Imprese di Comunicazione) per premiare le best practise legate al packaging.

Insomma, da una serata trascorsa con amici è nato un nuovo fenomeno, diventato un marchio oggi registrato non solo in Italia ma anche nell’Unione europea, in Svizzera, in Cina e negli Stati Uniti.

Un’intuizione che dimostra, ancora una volta, quanto il desiderio di creare e di innovare, in Italia, non abbia confini.

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