Semi di amaranto: un prodotto, mille benefici!

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È stato riscoperto solo recentemente e, da prodotto di nicchia, si sta consolidando come un vero e proprio must. Stiamo parlando dei semi di amaranto che, come la quinoa, sta ormai spopolando sulle tavole degli italiani.

Si tratta, del resto, di un prodotto versatile. L’amaranto non è una graminacea ma ha contenuti nutrizionali molto simili a quelli dei cereali. La pianta è originaria dell’America Centrale ed era, in epoche remote, tra i principali alimenti degli Aztechi e degli Incas.

La parte commestibile – i semi – sono di dimensioni molto piccole. Come riferisce un articolo pubblicato da Artimondo Magazine, occorrono circa 1.500 semi per ottenere un solo grammo di prodotto.

L’amaranto ha un alto contenuto di calcio ma contiene anche ferro, magnesio, potassio e vitamina C. Notevole è anche il contenuto delle proteine, grazie alla presenza della lisina. Una ricerca dell’Istituto Nutrizione dell’America Centrale ha confermato che le proteine dell’amaranto sono molto simili a quelle animali. Insomma, stiamo parlando di un prodotto che può anche sostituire la carne.

Assumere regolarmente i semi di amaranto – tra l’altro privi di glutine – è certamente utile per combattere l’insorgere del diabete e di alcune malattie cardiache e per abbassare le possibilità di ictus. La University of Guelph in Ontario ha dimostrato, inoltre, le qualità anti-colesterolo del prodotto.

Si tratta di un alimento molto indicato per l’estate. L’amaranto dà il suo meglio quando viene associato ad altri cereali, come ad esempio il farro. Per esaltare le sue qualità si può abbinare con i latticini, la carne o le uova.

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