Ambra grigia, la sostanza rara che rende speciali i profumi

Ambra grigia

È la sostanza più curiosa utilizzata per la realizzazione di profumi. L’ambra grigia, come riporta un articolo pubblicato da Artimondo Magazine, ha una particolare origine che spesso in molti ignorano. Eppure è alla base delle più note e costose fragranze amate dalle donne. Basti pensare allo Chanel n. 5.

L’ambra grigia proviene dalle secrezioni del capodoglio (Physeter macrocephalus), prodotte da questo cetaceo della famiglia degli Odontoceti per proteggere le mucose intestinali dai resti dei molluschi dei quali si nutre. Questa sostanza poi viene espulsa o rigurgitata sotto forma di blocchi solidi, che galleggiano fino a raggiungere, talvolta, la terraferma.

ambra grigia

È singolare, dunque, che una sostanza così insolita (definita, spesso, “vomito di capodoglio”) possa essere alla base di profumi di qualità. È costituita da ambreina, una sostanza organica naturale che, a sua volta, include il feromone. Ciò che rende attrattivo l’odore dell’ambra grigia.

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La sua lavorazione prevede che le preziose secrezioni vengano lasciate asciugare ed ammorbidire al sole: in questo modo, l’ambra grigia acquista un odore invitante e può, dunque, essere utilizzata per dare vita non solo a fragranze e incensi ma anche a profumi solidi, che basterà strofinare sulla pelle per ottenere effetti fino alle quattro ore successive all’applicazione.

Sembra quasi superfluo evidenziare la rarità della sostanza. Chi si imbatte nell’ambra grigia, come Ken Wilman, troverà un autentico tesoro: la “pietra” trovata, in modo inaspettato, dall’uomo lungo le coste del Lancashire valeva la bellezza di 100 mila sterline (circa 120 mila euro).

Purtroppo c’è anche chi, senza alcuno scrupolo, prova a recuperare l’ambra grigia uccidendo i capodogli. Per questa ragione, chi volesse acquistare un profumo, dovrà rivolgersi a soggetti capaci di vantare certificazioni etiche. In grado, in altre parole, di dimostrare in modo inequivocabile che l’acquisizione della sostanza non sia determinata dalla cattura dei capodogli ma “flottée”, cioè “da galleggio”.

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