Settembre, il mese dello zafferano

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Settembre – si sa – è il mese dello zafferano. In questo periodo, infatti, i produttori più attenti piantano i bulbi. In un articolo pubblicato da Artimondo Magazine, un esperto ci ha spiegato il perché.

Se lo si fa dopo non si ottiene niente – ci svela Ivan Lalli – se, invece, lo si fa prima si mettono a rischio i bulbi stessi. Il pericolo più grande è legato alla grande quantità di animaletti (terricoli e non) in agosto. I bulbi, poi, si attivano quando la temperatura atmosferica si aggira attorno ai 10-15 gradi. In questo modo, si risvegliano ed emettono radichette e germoglio. Dunque iniziano a crescere, fino ad arrivare alla fioritura tra ottobre e novembre.

La semina, in particolare, viene fatta a 20 centimentri di profondità, affinché il germoglio abbia il tempo di differenziarsi in fiore e in foglie. Il bulbo, inoltre, va orientato in maniera corretta, con le radici poste verso il basso. Infine, bisogna scegliere un giorno in cui il terreno è umido nel modo più conveniente, né secco né bagnato.

Un’ultima raccomandazione riguarda la tradizione.

I nostri nonni sostengono che la pianta cresca meglio se seminata in un periodo di luna crescente. Su questo punto stiamo, comunque, facendo degli esperimenti.

La scrupolosa attenzione alle fasi appena descritte ci regala ogni anno un prodotto che impreziosisce con colori e sapori i nostri piatti e, allo stesso tempo, garantisce delle importanti proprietà benefiche.

Lo zafferano è, infatti, ricco di antociani, vitamina C e antiossidanti. È considerato utile anche per la cura di alcune anomalie psichiche: veniva, addirittura, definito “la spezia del buon umore”. Stimola, inoltre, la microcircolazione e previene le malattie del sistema cardiocircolatorio.

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