I segreti del limoncello artigianale

Limoncello artigianale

E’ uno dei liquori più apprezzati dagli italiani. E non solo.

Il limoncello sta conoscendo uno dei maggiori momenti di popolarità. Dalla Campania (che detiene il marchio Igp grazie alla varietà realizzata con il limone di Sorrento) alla Sicilia (che ne produce anch’essa in grandi quantità), il prodotto sta riscuotendo sempre di più il gradimento della gente.

Per scoprirne le peculiarità, abbiamo intervistato l’esperto del settore Evaristo De Riso che, su Artimondo Magazine, ha svelato il segreto del successo del limoncello campano.

La caratteristica più importante è il limone: lo sfusato amalfitano. Ha una forma affusolata, una buccia di medio spessore e un colore giallo abbastanza chiaro. Inoltre, ha una polpa bella e un aroma e un gusto intensi. C’è, inoltre, un momento adatto alla preparazione del limoncello: è bene che si faccia nei primi 3-4 mesi dell’anno. Un livello di maturazione troppo avanzato provoca, infatti, una maggiore produzione di acqua nelle bucce del limone, che perde un po’ del suo sapore e del suo colore.

A questo punto possiamo mettere a punto la ricetta, tramandata di generazione in generazione

E’ semplicissima: bisogna fare macerare la scorza di limone nell’alcool (la gradazione oscilla tra i 25° e i 30°) e dopo aggiungere uno sciroppo fatto di acqua e zucchero. Non sono ammessi additivi o coloranti, al contrario delle varietà legate alla produzione industriale. Si tratta di un’attenzione e di una qualità che, chiaramente, incidono sul prezzo: per una bottiglia da 50 cl, è giusto pagare dai 10-12 euro.

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4 risposte a “I segreti del limoncello artigianale

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