Fregola sarda: pasta tradizionale alla conquista del mondo

Un tipo di pasta tradizionale è ormai diventata protagonista delle cucine nazionali e di tutto il mondo. Stiamo parlando della fregola sarda, proposta anche nelle curiose sfide dei cooking show in TV, Masterchef su tutti. È costituita da piccole palline di grano duro e acqua, lavorate a mano e tostate in forno. Vista la sua particolare forma, la fregola viene spesso paragonata al “cous cous”, tipico piatto mediorientale.

Come conferma un articolo pubblicato da Artimondo Magazine, le sue origini sono ancora incerte e, sicuramente, provengono da epoche assai remote: potrebbe trattarsi di una rivisitazione di un prodotto diffuso da Fenici, Punici e Cartaginesi oppure di un vero e proprio piatto autoctono. Ciò che sembra certo è invece l’origine del nome, che proviene dal latino ferculum (“briciola”) e il periodo in cui si ha contezza delle prime testimonianze (X secolo d.C.).

Di lì in poi inizia la diffusione della fregola sarda: un documento dello Statuto dei Mugnai di Tempio Pausania del XIV secolo, per esempio, ne illustrava la preparazione, effettuata dal lunedì al venerdì per destinare ai campi l’acqua il sabato e la domenica.

La preparazione della fregola sarda, nei secoli, è diventato un vero e proprio rito familiare: numerose famiglie, infatti, la preparano a casa, seguendo ancora le più antiche tecniche tramandate di generazione in generazione.

Per prepararla, innanzitutto, occorre disporre la semola su un piatto largo impastandola con un movimento circolare delle mani e utilizzando acqua tiepida e salata. Viene, poi, lasciata asciugare su un telo prima di essere tostata in forno per quindici minuti circa.

Alcuni artigiani della Sardegna, ancora oggi, propongono la ricetta tradizionale, proponendo ai nostri palati la qualità di un prodotto realizzato anche con varietà di grano Senatore Cappelli, così da rendere la fregola sana, ricca di vitamine, minerali, lipidi e amminoacidi maggiori rispetto al frumento comune.

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