Microbirrifici artigianali in crescita ma tartassati dalle accise

accise Birra 2018-2019

Il settore della birra artigianale e il comparto dei microbirrifici sono in crescita nel nostro paese. A confermarlo sono i numeri relativi all’aumento dei mastri birrai e della produzione di bionda made in Italy il cui export è salito del 144% in 10 anni secondi i dati di Unionbirrai (CNA) per un valore di circa 180 milioni di euro nel 2016.

Del resto il +17% di esportazioni in Germania e il +8,% di export realizzato in Irlanda, paesi dalla nota vocazione birraia, la dice lunga sulla qualità e sull’apprezzamento all’estero del prodotto italiano. Il fatturato totale della birra artigianale è stimato in circa 225 milioni di euro all’anno, il 15-20% proviene dalle esportazioni.

Numeri di tutto rispetto a fronte dei circa 700 microbirrifici artigianali (dotati di impianti propri) presenti sul territorio a fine 2017 (dai circa 290 del 2012), realtà produttive spesso guidate da giovani come certificano Unionbirrai e Unioncamere-Infocamere.

Una nuova generazione di mastri birrai che punta sull’innovazione, sulla creatività, e che offre una produzione molto diversificata: si va dalla classica lager alla birra al riso carnaroli, da quella al radicchio rosso tardivo a quella aromatizzata alla canapa piuttosto che al carciofo.

Birra e birrificio artigianale: cosa dice la legge

Secondo la Legge quadro del 2016 può definirsi birra artigianale solo quella prodotta da piccoli birrifici indipendenti e che durante la produzione non è stata sottoposta a processi di pastorizzazione e microfiltrazione.

Un piccolo birrificio per essere tale deve essere indipendente, sia dal punto di vista legale che economico, da qualsiasi altro birrificio: deve usare impianti “fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio” e non operare dietro “licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui”.

Per quanto riguarda la produzione, i piccoli birrifici non possono sorpassare la soglia dei 200.000 ettolitri all’anno.

Quanto pesano le accise sulla birra artigianale

Il tutto per un settore, quello dei microbirrifici, che deve vedersela con la concorrenza della grande produzione industriale e soprattutto con un fisco tartassante, cioè con accise ancora troppo alte, nonostante i recenti ma effimeri tentativi da parte del legislatore di ridurre la tassazione sulla produzione di bionda artigianale.

Accise sulla birra che sono salite in 11 anni dall’1,65% al 3,02% per ettolitro per grado-plato (cioè il potenziale alcoligeno) e che soprattuto sono indifferenziate tra grande produzione industriale e microbirrifici artigianali, al contrario di quanto accade nella stragrande maggioranza dei paesi UE dove l’accisa viene applicata in misura ridotta ai microbirrifici.

La lieve riduzione dell’accisa unica dal 2019

Dal 2019 il peso dell’accisa unica sulla birra risulterà lievemente alleggerito, di appena lo 0,2%, passando dal 3,02 al 3%. La montagna ha partorito un topolino, a maggior ragione perché non è prevista nessuna agevolazione per realtà dimensionalmente molto più piccole di una multinazionale quale può essere un microbirrificio.

In base alla Legge di bilancio 2018 infatti dall’anno prossimo l’aliquota di accisa sulla birra sarà pari a 3 euro per ettolitro e per grado-plato, per una tassa che continuerà perciò a incidere come un macigno sui costi di produzione della birra artigianale e che potrà avere effetti davvero rilevanti in termini di risparmio fiscale solo per grandi volumi di produzione, quindi solo per grandi aziende e multinazionali, non certo per i birrifici artigianali.

Buoni esempi: il caso degli Stati Uniti

Al contrario negli U.S.A. hanno deciso di dare una consistente spinta al settore dei piccoli birrifici: dal primo gennaio di quest’anno quelli con una produzione sotto i 2 milioni di barili all’anno pagano di tasse 3,50 dollari al barile rispetto ai 7 euro al barile pagati prima, sui primi 60.000 barili.

A conti fatti, un taglio del 50% dell’accisa federale per un risparmio totale di 142 milioni di dollari per i piccoli produttori di birra e una prevista ulteriore crescita del settore, quindi di posti di lavoro, nei prossimi mesi e anni.

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