Fatturazione elettronica: tutti i rischi per le piccole imprese

fatturazione elettronica tra privatiPer fatturazione elettronica si intende il nuovo sistema digitale di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture che oltre a mandare in soffitta tonnellate di carta, i relativi costi di spedizione e archiviazione, ha l’obiettivo primario di prevenire e contrastare con efficacia l’evasione fiscale e le truffe sull’IVA.

Già obbligatoria verso la pubblica amministrazione, la fatturazione elettronica diventerà tassativa anche tra privati dall’anno prossimo secondo quanto previsto dalla Legge di bilancio 2018

Fatturazione elettronica tra privati obbligatoria: chi è esente

Le fatture elettroniche compilate, trasmesse e conservate ai fini fiscali hanno un formato XML (eXtensible Markup Language) che permette di definire e verificare il significato degli elementi contenuti nel documento, al fine di assicurare tutti i controlli di legge. 

Già dal 2017 i privati hanno la possibilità di trasmettere all’Agenzia delle Entrate, tramite il Sistema di Interscambio (Sdl), le fatture in formato elettronico. Tra circa 9 mesi, dall’1 gennaio 2019, questo sarà un obbligo per quasi tutti i soggetti Iva, quindi pure per le piccole imprese, con l’estensione della fattura non cartacea agli scambi anche verso i consumatori finali.

Si è detto quasi tutti i soggetti Iva perché, come chiarito dalla stessa Agenzia delle Entrate, l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati non scatterà dal prossimo gennaio per artigiani, piccoli professionisti e mini ditte che applicano il regime dei minimi o quello forfettario.

Perché rinviare l’obbligo di fattura elettronica tra privati

Contro l’introduzione senza un adeguato periodo di sperimentazione della fatturazione digitale si è pronunciata con forza la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) secondo cui l’obbligo di fattura elettronica così come previsto arrecherebbe un grave danno a tutto il sistema produttivo ma soprattutto alle imprese più piccole.

Una commissione nazionale di esperti costituita dalla CNA per occuparsi dei problemi derivanti dall’introduzione della misura, e per individuare le relative soluzioni, ha stabilito che in primo luogo servirebbe un giusto periodo di sperimentazione, seguito da rigorosi test concordati tra le associazioni di rappresentanza delle imprese. Un primo rischio temuto è ad esempio che il sistema si blocchi facendo saltare l’arrivo a destinazione delle fatture e il conseguente pagamento/incasso. 

La CNA chiede quindi un avvio più graduale della fatturazione elettronica tra privati e l’eliminazione della procedura della firma elettronica in modo da semplificare al massimo dati e informazioni necessarie alla compilazione corretta della e-fattura. Il servizio di interscambio digitale dell’Agenzia delle Entrate dovrebbe inoltre trasmettere le fatture anche agli intermediari e assicurare un servizio di archiviazione elettronica delle fatture gratuito. 

La commissione di esperti della CNA chiede pure che con l’entrata in vigore della fatturazione elettronica siano contestualmente eliminati split payment, reverse charge e obbligo di comunicazione dei dati relativi alle liquidazioni Iva, che sia alzato il limite da cui scatta l’obbligo di apposizione del visto di conformità per compensare i crediti fiscali da 5.000 a 50.000 euro e che i rimborsi Iva avvengano nel giro di tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale. 

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