Artigiani e pensione: requisiti e condizioni

artigiani e pensione 2018

Artigiani e pensione. Come vengono versati i contributi e quali sono i requisiti per lasciare il lavoro, per la pensione di vecchiaia piuttosto che per quella anticipata? Fermo restano che sussistono determinate condizioni per definire un’attività come artigiana, l’ente previdenziale di riferimento degli artigiani è l’Inps che effettua un prelievo contributivo in base al reddito d’impresa dichiarato ai fini Irpef.

La base imponibile per il calcolo dei contributi è data dai redditi totali di impresa dichiarati ai fini fiscali prodotti nell’anno in cui si fa la dichiarazione per un’aliquota pari al 24%, percentuale che cala al 21% per i familiari collaboratori fino a 21 anni di età.

L’aliquota contributiva può anche salire al 25% in un particolare caso: la quota di reddito d’impresa supera il tetto pensionabile dei lavoratori dipendenti, pari a 46.630 nel 2018. La base imponibile sui cui eseguire il calcolo dei contributi è soggetta al rispetto di un minimale e un massimale di reddito, il primo per il 2018 è pari a 15.710 euro, il secondo a 77.717 euro.

Il sistema di calcolo della pensione è diverso a seconda dell’anzianità contributiva che si ha a fine dicembre 1995. Con meno di 18 anni di contributi, il criterio è retributivo per l’anzianità maturata sino al 31 dicembre 2011 e contributivo per i periodi di lavoro successivi all’1 gennaio 2012.

Con meno di 18 anni di contributi alla data del 31-12-1995 il sistema è retributivo per l’anzianità maturata al 31 dicembre 1995 e contributivo per i periodi successivi all’1 gennaio 1996. Infine per quanti risultano iscritti dall’uno gennaio 1996, ovvero senza anzianità contributiva al 31-12-1995, si usa solo il criterio contributivo.

La pensione di vecchiaia per gli artigiani 

La pensione di vecchiaia è riconosciuta agli artigiani se sussistono tre requisiti: età pensionabile raggiunta, raggiungimento dei requisiti contributivi, fine del rapporto di lavoro dipendente. Per quanto riguarda l’eta ci vogliono 66 anni e 7 mesi sia per gli uomini sia per le donne.

Il diritto alla pensione di vecchiaia si ottiene con un minimo di 20 anni di contributi versati, soglia che scende a un minimo di 15 anni nei seguiti casi: lavoratori con 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992 e lavoratori ammessi alla prosecuzione volontaria entro il 31 dicembre 1992. 

La pensione di vecchiaia contributiva

Per gli artigiani con inizio attività dall’1 gennaio 1996 la pensione di vecchiaia, a far fata dall’1 gennaio 2012, si ottiene con gli stessi requisiti dei soggetti con anzianità contributiva, quindi già assicurati alla data del 31-12-1995. Inoltre si ha diritto alla pensione di vecchiaia a di 70 anni e 3 mesi, donne e uomini, con 5 anni almeno di contribuzione effettiva, sono cioè esclusi dal calciolo i contributi figurarvi.

La pensione di anzianità anticipata

La pensione anticipata (Ape) rispetto all’età prevista per la pensione vecchiaia, sempre dal primo gennaio 2012, richiede un’anzianità contributiva di 42 anni e un mese per gli uomini e di 41 anni e 30 giorni per le donne. Le lavoratrici possono andare in pensione anche con 35 anni di contributi versarti e 58 anni d’età ma con una importante penalizzazione: la liquidazione della pensione è soggetta a sistema totalmente contributivo, è la cosiddetta “Opzione donna”.

Pensione anticipata contributiva

Per la pensione anticipata contributiva valgono gli stessi requisiti per quanti risultano già assicurati alla data del 31-12-1995. La pensione anticipata contributiva si può ottenere a 63 anni e 3 mesi, donne e uomini, con 20 anni di contributi effettivi. In ogni caso l’importo del trattamento non deve scendere sotto 2,8 volte quello dell’assegno sociale Inps (1.268 euro al mese). 

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