L’acceso dibattito in Europa sullo “zuccheraggio” del vino

Nelle ultime settimane in tutta Europa si è riacceso in dibattito intorno ad una questione molto spinosa ovvero l’aggiunta di zucchero nel vino durante la sua lavorazione: il cosiddetto zuccheraggio è una pratica molto diffusa nel Nord Europa, legale in Europa ma vietata in numerosi Paesi (in Italia in primis, ma anche in alcune zone della Francia, in Spagna, in Grecia, in Portogallo e a Cipro), che serve per accrescere il contenuto alcolico del vino, insufficiente a causa del clima più freddo. E’ una tecnica molto più economica rispetto all’aggiunta di mosto d’uva, l’unica pratica permessa nel nostro Paese soprattutto in caso di annate particolarmente sfavorevoli.

A detta dei produttori il saccarosio aggiunto non lascia residui, e quindi non deve essere indicato in etichetta, mentre secondo i Paesi mediterranei occorre una maggiore trasparenza nei confronti dei confronti dei consumatori (con conseguente indicazione in etichetta).

Si tratta quindi di due posizioni totalmente – per il momento – inconciliabili.

Qualche settimana fa l’organizzazione degli agricoltori e delle cooperative europee, Copa Cogeca, e la Ceev, l’organo che rappresenta l’industria e il commercio dei vini, hanno presentato al commissario Ue alla Salute, Vytenis Andriukaitis, una nuova proposta sull’etichettatura del vino, che comprendeva la richiesta di inserimento di un link con rimando al sito aziendale, l’etichettatura elettronica e l’indicazione delle sole calorie (su 100 ml) ma non l’indicazione obbligatoria per lo zuccheraggio.

In Italia la Coldiretti è fortemente contraria all’uso dello zucchero nel vino: come sostiene Roberto Moncalvo, presidente dell’associazione che raggruppa il maggior numero di viticoltori nell’Unione Europea,

Occorre cogliere l’occasione della revisione delle norme in materia di indicazione in etichetta delle dichiarazioni nutrizionali e degli ingredienti per consentire finalmente ai consumatori di sapere se il vino che bevono è stato ottenuto o meno con l’aggiunta di zucchero.

Proprio per il contrasto su questo specifico punto, l’Alleanza delle cooperative agroalimentari italiane non ha aderito alla proposta di Copa Cogeca e Ceev, decidendo di non firmarla e fare un passo indietro. Perché, come ha spiegato la coordinatrice del settore vino Ruenza Santandrea, è necessario fornire a consumatori informazioni e trasparenza sull’elenco degli ingredienti. Il dibattito insomma rimane ancora aperto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *