Cosa vuol dire “pianta mellifera”?

Per mellifere si intendono in botanica le piante che forniscono il nettare alle api. Il nettare altro non è che una soluzione acquosa-zuccherina prodotta dai fiori delle mellifere per attirare gli impollinatori.

Il termine mellifero è usato anche in zoologia per indicare gli insetti, quindi le stesse api, che producono il miele lavorando e trasformando il nettare. Ecco perché le api sono essenziali per l’impollinazione e la fecondazione dei fiori da frutto.

Piante mellifere: quali sono e potenziale

Le caratteristiche geomorfologiche dell’Italia permettono alle api di avere a disposizione un’ampia varietà di piante mellifere. Tra le piante mellifere “estive” più note l’acacia, il tiglio, il castagno, il tarassaco, gli agrumi e la calendula; tra quelle invernali, la ginestra, la lupinella, la sulla e le leguminose in generale.  

Ecco invece quali sono le sei zone italiane rilevanti apisticamente parlando: 

Alpi: abete, rododendro, lampone, mirtillo, fiori di prato e abete (per la melata).

Appennino e prealpi: acacia o robinia, trifoglio, lupinella e castagno.

Collina: coltivazioni foraggiere, castagno, colza e girasole.

Pianura: piante fruttifere, girasole ed erba medica.

Litorale tirrenico: mirto rosmarino, erica, corbezzolo.

Isole e meridione: timo, agrumi, mirto, eucalipto, carrubo e corbezzolo.

Il potenziale apistico delle varie piante mellifere viene calcolato con una formula matematica da cui esce la quantità teorica di miele di una data specie. Dato che gli zuccheri sono presenti nel miele in una misura pari all’80%, la formula che si applica a livello internazionale è questa: kg miele/ha = kg zucchero/ha x 100/80. 

In tutto esistono sei classi di produttività 

1) da 0 a 25 chili di zucchero/ha

2) da 26 a 50 chili di zucchero/ha

3) da 51 a 100 chili di zucchero/ha

4) da 101 a 200 chili di zucchero/ha

5) da 201 a 500 chili di zucchero/ha

6) più di 500 chili di zucchero/ha

Tra le piante mellifere italiane più “produttive” – con più potenziale mellifero – acacia, borragine, edera, facelia, rosmarino, castagno, eucalipto e lampone.

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