Propoli: un regalo delle api per la nostra salute

La propoli è una sostanza fortemente aromatica che viene prodotta dalle api utilizzando la resina raccolta dalla corteccia delle piante (soprattutto pioppi, salici, betulle, querce, faggi, pini, abeti e ippocastani) soprattutto nei mesi caldi, in primavera e in estate, perché la resina è più morbida e più facile da raccogliere.

Le api aggiungono poi cerapolline ed enzimi, e il suo colore finale – che varia dal giallo al marrone/rosso – dipenderà dalla pianta da cui la resina è stata prelevata.

La propoli viene usata dagli insetti come materiale sigillante, per chiudere ad esempio eventuali fessure presenti nell’alveare, ma soprattutto è utile per disinfettare le cellette, sfruttando la sua azione antibatterica.

Raccolta

A livello artigianale la raccolta può essere effettuata tramite un raschietto: l’apicoltore in questo modo può raccogliere tutta la propoli che le api hanno depositato in giro per l’alveare.

Ma per una maggiore produttività e per ottenere un prodotto più puro si può utilizzare un’altra tecnica: al posto del coprifavo, all’interno dell’alveare, si possono disporre alcune griglie ricoperte da una rete simile ad una zanzariera. Con il tempo le api andranno a sigillare con la propoli tutti gli spazi della rete, e una volta che questa sarà interamente ricoperta si rimuove la griglia e si stacca la propoli – aiutandosi con le basse temperature -.

Benefici e proprietà terapeutiche

L’uso della propoli viene consigliato per trattare le infezioni batteriche, micotiche e virali, ad esempio per curare le afte, l’herpes e le affezioni delle vie respiratorie. Si può assumere sia in spray che sotto forma di tintura madre, e possiamo ritrovarla anche tra gli ingredienti di creme e cosmetici indicati per le pelli impure.

Si tratta in generale di un rimedio sicuro, ma per scongiurare effetti collaterali e controindicazioni – come reazioni allergiche o possibili interazioni con farmaci o altri rimedi fitoterapici – è sempre consigliabile prima dell’assunzione rivolgersi al medico.

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