7 azioni per uno stile di vita sostenibile

Sappiamo cosa vuol dire sostenibilità, attenzione per l’ambiente e valorizzazione del territorio. Ma sappiamo quali sono in pratica le azioni per uno stile di vita sostenibile? Quando si parla di vita quotidiana, quali sono le buone pratiche per creare un circolo virtuoso che sappia conciliare rispetto per l’ambiente e le persone e riduzione dello spreco? A chiederselo sono i 37,4 milioni di italiani che si interessano al tema della sostenibilità secondo i dati dell’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile. Il 74% della popolazione, 3 italiani su 4, per intenderci.

Le eccellenze artigianali di Artimondo, in tal senso, segnano un percorso, che è quello delle piccole imprese attente alla qualità e alla genuinità delle materie prime, alla lavorazione manuale, al legame con il territorio, alla difesa del patrimonio enogastronomico italiano. Molti prodotti presenti sullo shop sono creati con materiali riciclati, lavorati a mano con antiche lavorazioni che si tramandano da generazioni, confezionati con filati naturali. Ma non basta: ecco allora il vademecum per provare a fare meglio ogni giorno nel proprio piccolo.

7 azioni per uno stile di vita sostenibile

  1. Ridurre gli sprechi: significa non solo che si possono usare gli avanzi del cibo per creare nuovi piatti, ma che la spesa va fatta in modo oculato, comprando settimanalmente (se non giornalmente) i beni di prima necessità. Meglio comprare più spesso e poco alla volta. Ridurre gli sprechi significa inoltre rammendare un capo o un accessorio rotto, usare una t-shirt logora come straccio, riutilizzare l’acqua sporca (quella in cui lavate frutta e verdura, ad esempio) per innaffiare i fiori o iscriversi a un corso di cucito creativo.
  2. Risparmio energetico: tutti sanno che una doccia spreca molta meno acqua di un bagno, che quando ci si lava i denti è bene chiudere il rubinetto o che la temperatura ideale di un’abitazione non deve superare i 20°. Quello che forse non tutti sanno è che anche ogni prodotto che acquistiamo ha una ricaduta sull’ambiente in termini energetici. Basti solo pensare a un paio di jeans, per cui occorrono mediamente 7.600 litri d’acqua (e più sono chiari, più acqua è stata impiegata per la sua produzione). Acquistare in modo oculato, scegliendo i giusti marchi farà di voi dei consumatori critici.
  3. Valorizzare il territorio: acquistare prodotti a km 0 o prodotti nelle zone limitrofe aiuta a incentivare l’economia locale e a impattare meno sull’ambiente. Meno passaggi logistici ci sono, meno immissioni di anidride carbonica ci saranno nell’aria. Inoltre, avrete la possibilità di conoscere agriturismi e cascine vicine a voi di cui ignoravate l’esistenza.
  4. Aderire a un G.A.S.: i gruppi di acquisto solidale offrono numerosi vantaggi. Si fa parte di una rete locale, si usufruisce di sconti su servizi e prodotti e si mette in pratica uno stile di consumo critico.
  5. Vincere la pigrizia: in una parola, rinunciare all’auto se non strettamente indispensabile. Preferire la bici, una camminata o i mezzi pubblici. Ne guadagnerai in salute e l’ambiente ringrazierà.
  6. Comprare meno: l’unico modo per ridurre l’impatto ambientale è quello di acquistare meno vestiti, accessori, scarpe e oggetti. Si pensi solo che il settore moda è la seconda industria più inquinante del pianeta: per evitare di accumulare abiti che poi finiranno nelle già stipate discariche, ci si può affidare ai negozi di seconda mano o, semplicemente, fare shopping in modo più oculato. Una semplice domanda da porsi prima di comprare qualcosa è: ne ho davvero bisogno?
  7. Comprare meglio: guarda l’etichetta (ovvero dove e come vengono prodotti gli articoli), preferisci produttori locali, tessuti naturali e certificati, ingredienti naturali. Scegliere con attenzione cosa acquistare è già parte del processo di consumo critico

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