Sardegna, emesso il primo pecorino bond

Il primo pecorino bond è stato ufficialmente emesso. Dopo due anni dalla presentazione in provincia di Cuneo presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, il primo prodotto finanziario alternativo pensato da Regione Sardegna, dalla società finanziaria regionale Sfirs e dalla Cao (Cooperatori Allevatori di Oristano) per sostenere il settore agroalimentare sardo è stato messo a punto . Il bond, suddiviso in due tranche (la prima da 1 milione e 125mila euro, la seconda da 625mila), è stato sottoscritto da investitori privati ed esterni, ad eccezione del 20% che è stato sottoscritto dalla regione Sardegna tramite il suo intermediario finanziario Sfirs.

Pecorino bond, cos’è e come funziona

In cosa consiste un pecorino bond? Prima, per chi non è pratico di finanza, è necessario capire cos’è un bond. Questo termine inglese indica un’obbligazione, cioè un titolo emesso da enti pubblici o società per raccogliere liquidità che non subisce le inflessioni del mercato finanziario. Chi acquista un bond lo compra per un valore nominale e ha il diritto di riscuoterlo alla scadenza, con l’aggiunta della relativa quota di interessi maturati, fissati alla stipula del contratto. In altre parole, si tratta di una forma di investimento più sicuro rispetto ad un’azione (a patto che l’emittente non dichiari fallimento, naturalmente).

La Cooperativa allevatori di Oristano, che riunisce circa 700 allevatori, ha emesso un proprio bond, la cui garanzia è in parte costituita dalle forme di pecorino. Da qui il nome pecorino bond, un’iniziativa originale che ha come scopo quello di creare prodotti finanziari alternativi e aiutare i piccoli allevatori che hanno difficoltà a reperire finanziamenti o prestiti da parte delle banche. Un progetto che nasce due anni fa e che ha coinvolto la Regione, il Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop, Abi Sardegna e altri operatori del settore degli investimenti a supporto del settore lattiero-caseario. Come spiega l‘assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi:

È uno strumento finanziario innovativo che si affianca agli altri messi a punto per irrobustire l’intera filiera in modo che riesca a dare prospettiva e sicurezza a tutti. La Sardegna ha una qualità della vita altissima, è uno dei tre posti al mondo dove vivono più centenari grazie al clima e all’ambiente ma anche grazie al cibo, ed è sulla qualità del cibo, sulla food safety che vogliamo puntare per un agroalimentare di eccellenza che va aiutato e rilanciato, come facciamo oggi con il pecorino.

Non è il primo caso di minibond con parte della garanzia data da prodotti agroalimentari: il precedente arriva sempre dal settore lattiero-caseario con bond emessi da una cooperativa modenese. Nel 2016 la 4 Madonne Caseificio dell’Emilia, coop composta da circa 30 aziende impegnate a produrre Parmigiano Reggiano, unisce ingegno e forze dei produttori locali per creare un prodotto finanziario d’investimento che ha come garanzia proprio le forme del formaggio DOP. Un’iniziativa nata a seguito del terremoto del 2012 e che permise a molte aziende di riprendersi dalla crisi.

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