Alimenti bio: cosa deve essere scritto sull’etichetta

Gli alimenti bio sono quelli ottenuti da agricoltura o zootecnia biologica, quindi cibi che sono stati prodotti usando solo materie prime che non hanno subito trattamenti con concimi chimici, diserbanti, insetticidi e altre sostanze di sintesi.

Nel caso della carne, essa deve essere di animali che sono stati alimentati con mangimi non geneticamente modificati e ai quali non sono stati somministrati antibiotici né ormoni. Sugli antibiotici occorre fare una precisazione: in Europa questi medicinali non devono essere somministrati a scopo preventivo, ma possono essere usati in caso di malattia degli animali, perché a prevalere è l’intento di salvaguardare la salute del bestiame. L’importante è che non si superi il limite di tre trattamenti antibiotici in un anno, altrimenti l’animale deve subire una sorta di processo di riconversione. Negli Stati Uniti, invece, lo scopo principale è salvaguardare il consumatore e dunque l’animale che ha bisogno di antibiotici per curare una malattia viene automaticamente trasferito in un allevamento convenzionale e deve dunque abbandonare quello biologico.

Per quanto riguarda il pesce, invece, è da considerare biologico non quello pescato in mare, dove viveva libero, come spesso si crede erroneamente, ma è bio solo quello allevato con un metodo di acquacoltura che segue una specifica normativa.

Com’è l’etichetta del cibo biologico

Precisiamo prima di tutto che la dicitura “bio” o “biologico” può essere messa nella denominazione di vendita (es. “Confettura bio di albicocche”) solo ed esclusivamente se almeno il 95% degli ingredienti utilizzati è stato ottenuto in base al metodo biologico. Se la materia prima biologica è inferiore a questa percentuale, allora l’aggettivo “biologico” si può usare solo in relazione al singolo ingrediente che è stato ottenuto con metodo biologico (es. “farina biologica” nell’elenco degli ingredienti).

Sull’etichetta dobbiamo trovare, oltre alla denominazione di vendita, al marchio commerciale o nome dell’azienda, all’eventuale nome del confezionatore, al peso netto, alla lista degli ingredienti e al termine minimo di conservazione (che troviamo su tutti i tipi di alimenti), anche il marchio unico europeo, la sigla dell’Italia, l’indicazione dell’origine del prodotto UE o non UE, eventualmente il nome del Paese di origine, il codice operatore, un codice di tre numeri dell’Organismo di Controllo autorizzato dal Ministero delle Politiche agricole, che vigila sul pieno rispetto del metodo di produzione biologico attraverso controlli periodici.

Il logo europeo del biologico si chiama “Euro-Leaf” ed è una foglia stilizzata, disegnata con le stelline dei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea ed è stato disegnato da uno studente tedesco di nome Dusan Milenkovic che ha vinto un concorso indetto tra gli studenti di design dei Paesi membri dell’UE. Il suo logo è stato scelto tra oltre 34000 bozzetti, è arrivato in finale con altri due ed è stato votato sul web.

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