Come proteggersi da zanzare, vespe e tafani in modo naturale

L’invasione di insetti e parassiti nelle nostre case e nei nostri giardini ormai è in atto per tutto l’anno, non solo d’estate come avveniva fino a poco tempo fa. I cambiamenti climatici hanno esteso il periodo di azione di questi fastidiosi nemici della nostra pelle e delle nostre piante.

Molti di voi saranno tentati di trovare rapide soluzioni affidandosi agli insetticidi, ma occorre ricordare che questi prodotti sono dei biocidi e dunque danneggiano anche altri esseri viventi oltre agli insetti: in poche parole, fanno male anche a noi. È vero, non ci stecchiscono come fanno con gli insetti, ma sono nocivi e possono procurarci danni all’epidermide e al sistema nervoso, soprattutto nel caso in cui contengano il principio attivo DEET, che è contenuto anche nelle creme e nelle lozioni usate come repellenti per le zanzare e applicate direttamente sulla pelle.

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Il trucco per calcolare facilmente le calorie di un piatto

Come si fa il calcolo delle calorie degli alimenti? Come calcolare l’apporto calorico di un cibo/piatto senza calorimetri, altri strumenti o app ad hoc? Come facciamo insomma a sapere quante calorie stiamo ingurgitando mangiando una determinata pietanza?

Le calorie (Cal) esprimono il valore energetico degli alimenti. In primo luogo dobbiamo considerare il fatto che i tre nutrienti principali degli alimenti sono dati dai grassi o lipidi, dalle proteine e dai carboidrati che insieme forniscono l’apporto calorico totale del cibo.

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La storia dello shampoo, dall’antichità ad oggi

La storia dello shampoo così come lo intendiamo oggi nasce tardi, nella prima metà del XX secolo. La parola e l’antenato dello shampoo moderno sono già conosciuti però almeno 150 anni prima. Il termine shampoo deriva dall’hindi “champo” che sta per “fare pressione, massaggiare i muscoli” e sarebbe stato introdotto in Gran Bretagna intorno al 1760 da Sheikh al-Din Mohammad che aprì a Brighton il primo bagno pubblico per il lavaggio dei capelli in cui oltre a fare “champi”, appunto lavare i capelli, si praticavano massaggi terapeutici.

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L’arte del riciclo in Valtellina: come nascono i pezzotti

pezzotti sono dei tappeti tipici della Valtellina che sono tessuti su telai a mano e sono nati grazie alla genialità, ma anche al senso pratico, dei contadini e dei montanari valtellinesi. Infatti questi tappeti sono nati per “riciclare” pezze, stracci e vecchi abiti, in modo da non buttare mai via niente.

I pezzotti, detti anche pelorsc, si ottenevano utilizzando delle strisce di stoffa, che venivano tagliate dai tessuti da riciclare, appunto, e tessendole con un telaio a mano. Venivano usati in vario modo, per esempio per creare dei sacchi in cui conservare il grano saraceno o come coperte per il fieno o per il bestiame.

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I migliori rimedi naturali per curare l’herpes labiale

L’herpes labialis è un’infezione provocata dal virus Herpes simplex che, specie nei periodi di stress psico-fisico, si presenta come una piccola lesione e/o con la formazione di bollicine ai bordi delle labbra. L’herpes labiale può essere più o meno pruriginoso e può portare un po’ di dolore al labbro ma nel giro di una settimana o poco più sparisce da solo. Se però non vediamo l’ora di eliminare quell’inestetismo sulle labbra possiamo contare su alcuni rimedi naturali in grado di velocizzare il tutto.

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Il pizzo di Cantù, una tradizione tramandata di generazione in generazione

Il pizzo di Cantù è un merletto la cui origine risale tra le fine del 1300 e il 1400 e che viene realizzato intrecciando fili di filati come seta, lino o cotone. I fili vengono avvolti su dei fuselli e l’intreccio viene lavorato su una base di appoggio, ossia il tombolo, che consiste in un cuscino di forma cilindrica imbottito di crine. Il tombolo viene appoggiato su un cavalletto e, grazie a una asticella di legno, resta inclinato. In dialetto canturino il pizzo è detto “ul pizz”, i fuselli “i oss”, il tombolo “ul cusin”, il cavalletto “ul pundin” e l’asticella “la taparela”.

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Antiche tradizioni lombarde: la lavorazione della seta a Como

In Lombardia l’arte della filatura e della tessitura si è fatta strada già nel 1300, per questo la produzione di seta ha subito trovato terreno fertile per il suo sviluppo. Un secolo dopo Ludovico Sforza, che affiancava il nipote Gian Galeazzo Maria Sforza prima di divenire egli stesso duca, introdusse la coltivazione del gelso nelle campagne lombarde, obbligando i contadini locali a impiegare i loro terreni proprio per la pianta, proveniente dalla Sicilia, considerata nutrimento essenziale per il baco da seta.

Ludovico Sforza, lo ricordiamo, era detto il Moro e sull’origine del suo soprannome ci sono diverse interpretazioni, una delle ipotesi più accreditate è che esso derivasse proprio da bombix mori, il nome latino del gelso, che in dialetto lombardo si dice murùn (morone).

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Gli alimenti ideali per rinforzare le difese immunitarie

L’estate è ormai alle spalle (o quasi) e l’autunno insieme alle prime foglie che cadono porta con sé i primi malanni di stagione, come raffreddori e tosse per non parlare di influenza vera e propria.  C’è un modo per aiutarsi a prevenire i malanni autunnal-invernali? Come possiamo rafforzare le difese immunitarie facendo sì che il nostro corpo sia “attrezzato” per combattere batteri e virus?

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I prodotti tipici più amati dai turisti stranieri in Italia nel 2018

L’Italia è un Paese molto amato dai turisti non solo per le bellezze del suo patrimonio artistico, unico al mondo, ma anche per la bontà dei suoi prodotti agroalimentari. Allora, in occasione delle vacanze estive che hanno, come sempre, portato milioni di visitatori stranieri in Italia, l’agenzia di comunicazione Klaus Davi & Co. ha realizzato una ricerca per capire quali sono i prodotti agroalimentari italiani preferiti dai turisti di altre nazioni.

La scelta è stata fatta tra oltre cinquemila prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT), racconti in un apposito elenco che il ministero delle Politiche agricole ha redatto con la collaborazione delle Regioni.

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Dentro i gioielli: la storia del ciondolo

Il ciondolo inteso come pendente o medaglia è un oggetto ornamentale di varia foggia, dimensione e materiale che in genere pende da un nastro oppure da una catenina.

Un po’ come era in uso per le insegne cavalleresche pendenti dall’occhiello dell’abito o dal collo di chi le portava: ricordiamo i ciondoli e livree romane, da quelle patrizie a quelle diplomatiche e plebee.

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